Molte donne soffrono di bruciore intimo accompagnato da (gonfiore, prurito) sensazione di punture di spilli e/o dolore vero e proprio a carico dell’area vulvare, cioè la parte esterna dell’apparato genitale femminile. Molto spesso si accompagna a dispareunia (dolore ai rapporti), con contrattura dolorosa della muscolatura perineale.

Si tratta di vulvodinia, un disturbo idiopatico, cioè senza una causa facilmente identificabile, che crea un forte disagio, risolvibile però con una diagnosi precoce.

Vulvodinia, una problematica taciuta

La vulvodinia non è una problematica di cui le donne parlano facilmente, tant’è che anche il ginecologo talvolta è nell’impossibilità di affrontarla correttamente. Si riscontra all’incirca nel 17% delle donne e può insorgere in tutte le età.

Si tratta di una neuropatia che affonda le sue origini in fattori biologici. La donna non ama parlarne e si vergogna. Tali fattori interferiscono inevitabilmente anche nel rapporto di coppia.

La riservatezza della donna causa, in ginecologi, sessuologi e medici che cercano di studiare la vulvodinia, l’impossibilità di stabilire precisamente quali siano i fattori che la causano.

Sintomi e problematiche connesse

Come accennato in precedenza, la vulvodinia può provocare dolorebrucioresecchezzaprurito, sintomi che si acuiscono talvolta indossando indumenti troppo stretti, facendo attività fisica, stando troppo tempo ferme sedute e durante i rapporti sessuali.

Vulvodinia localizzata o generalizzata

La vulvodinia può manifestarsi in due forme a seconda dei sintomi riscontrati:

  • Vulvodinia localizzata, cioè quando dolore e bruciore interessano la zona vestibolare o una parte di essa. 

Solitamente si manifestano con sfregamento pressione, quindi indotti da stimoli esterni, provocando dolore durante rapporti sessualibruciore pungente, pulsione, secchezza.  

  • Vulvodinia generalizzata, quando la problematica interessa l’intera area vulvare o più parti di essa contestualmente, estendendosi all’area esterna fino alle vie urinarie

C’è presenza di dolore nella maggior parte dei casi, ma i sintomi, come bruciorepizzicore, punture di spillo, prurito, si estendono oltre l’area vulvare.

In entrambi i casi, i sintomi sono costantemente presenti oppure si presentano all’improvvisosenza un apparente motivo. Ad analisi visiva non vi è irritazione, motivo per il quale il ginecologo, se non messo al corrente spontaneamente dalla paziente, non può accorgersi della problematica.

Come distinguere la vulvodinia da un dolore vulvare secondario

La vulvodinia non è, dunque, sempre facilmente identificabile a causa della sua natura psicosomatica. Ma nei casi in cui il ginecologo individui una o più cause biologiche allora si tende ad escludere la vulvodinia, classificando il problema come dolore vulvare

Nello specifico, il semplice dolore vulvare viene diagnosticato, per citarne alcuni, in presenza di:

  • Traumi locali.
  • Lesioni.
  • Vaginite atrofica.
  • Uso di detergenti troppo aggressivi.
  • Infezioni vaginali, come herpes, candida, vaginosi batterica.
  • Neoplasie.

Sebbene giungere alla diagnosi di vulvodinia sia difficile, essa può essere causata da:

  • predisposizione genetica.
  • Alterazioni ormonali.
  • Allergie.
  • Infezioni pregresse o croniche.
  • Interventi chirurgici pregressi.

Complicanze della vulvodinia

La vulvodinia non ha complicanze cliniche gravi, ma è molto importante prenderne coscienza ed affrontarla in modo sereno.

Una vulvodinia taciuta, non affrontata e non curata può avere serie ripercussioni psicologiche, sulla regolare vita giornaliera personale e di coppia.

Nella vita di coppia, per esempio, il dolore durante il rapporto sessuale inevitabilmente porta ad un calo della libido ed all’incapacità di provare piacere.

Tacere il problema con il partner può causare una vera e propria crisi del rapporto di coppia.

Le ripercussioni sulla vita quotidiana, poi, possono essere di varia natura, dall’incapacità di relazionarsi al disagio sul posto di lavoro con conseguente aumento dello stato di ansia o depressioneirritabilità.

L’insonnia, inoltre, non fa altro che aggravare le suddette complicanze.

Negli adolescenti la percezione che sia un “male incurabile” può addirittura portare a casi di bulimia o anoressia perché si è incapaci di vedere positivamente la propria fisicità.

Cura e prevenzione della vulvodinia

Per la vulvodinia non esiste un rimedio universale, una cura assoluta e unica per tutti.

Non si cura in pochi giorni, a volte ci vogliono mesi o anni, e sicuramente un grande aiuto, sia per trattarla che per prevenirla, può essere osservare alcune regole fondamentali durante la quotidianità: 

  • lavarsi quotidianamente con detergenti delicati ed asciugarsi bene
  • utilizzare indumenti intimi di cotoneassorbenti esterni,
  • preferire abbigliamento largo e comodo,
  • evitare creme contenenti profumi, detergenti aggressivi, creme spermicide, indumenti sintetici e stretti, sport che implicano sfregamento come bicicletta ed equitazione,
  • evitare di stare troppo tempo sedute e/o in piscina o comunque in ammollo.

Terapie farmacologiche e non 

Cicli di terapia locale con Radiofrequenza ed Elettroporazione con applicazione di creme specifiche sono alla base del trattamento.

E’ necessario, però, basarsi anche su di una terapia sistemica con farmaci neurotropi, antiinfiammatori specifici, oltre che appartenenti alla classe degli antidepressivi in dosaggi ridotti.

Là dove i fattori psicologici sono preponderanti, rispetto ai fattori somatici, è fondamentale anche un adeguato supporto di questa natura. 

In assoluto, solo il ginecologo può consigliare farmaci per il trattamento del dolore e, ricordiamolo, solo parlarne apertamente senza vergogna può essere il vero rimedio universale.

Dott.ssa Anna Bernabei ginecologo a Siena

[fonte: https://www.dossiersalute.com/vulvodinia-cura-e-prevenzione/]

Categorie: Ginecologia

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *