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ARTICOLO: INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE: ANCORA UN TABU’?

INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE: ANCORA UN TABU’?
Ti è mai capitato di fare un colpo di tosse, o uno starnuto, o di sollevare un peso e di perdere un po’ di “pipì”? O ti è mai successo di avere all’improvviso uno stimolo così forte, impellente e improrogabile da cercare un bagno di corsa e di non aver fatto in tempo……?
Si chiama Incontinenza Urinaria (IU). Ne devi parlare con il tuo medico.
Quello che è importante è che tu non pensi mai che è una cosa normale, che può succedere e comparire con il passare del tempo, e che, peggio, non esiste nessun rimedio. La IU si può trattare e si può quindi guarire nella maggior parte dei casi.
La IU è un problema molto diffuso; colpisce più di tre milioni di persone in Italia, soprattutto donne di qualsiasi età. Molte però non ne parlano e subiscono in silenzio il problema.

Si parla di Incontinenza Urina da Sforzo, IUS, quando la perdita di urina si verifica a seguito di uno sforzo fisico come tossire, starnutire, correre, saltare, sollevare pesi o semplicemente cambiare posizione senza essere accompagnato da uno stimolo minzionale; si parla invece di Incontinenza Urinaria da Urgenza, IUU, quando la perdita di urina è sempre accompagnata da uno stimolo forte e improvviso di minzione, che insorge improvvisamente anche a vescica semivuota.

Entrambe le forme possono compromettere notevolmente le più semplici attività quotidiane e ridurre quindi la qualità di vita: riduzione di autostima, limitazione di attività fisica, allontanamento dagli amici e dagli eventi sociali e molte altre limitazioni ne sono le facili conseguenze.
Quindi: “ non ti vergognare” è la parola d’ordine.
Rivolgiti allo specialista per una visita Uroginecologica. Già con la sola visita e alcuni test ambulatoriali semplici, come ecografia trans labiale perineale, stress test, PC Test ecc, il medico dedicato può fare una DIAGNOSI corretta. In casi selezionati può rendersi necessario effettuare anche ulteriori esami ultraspecialistici come l’esame Urodinamico, con cui approfondire la diagnosi.
Solo dopo aver fatto una diagnosi corretta e precisa, si può passare a fare la TERAPIA.
Esistono molti presidi terapeutici: rieducazione vescicale, riabilitazione del pavimento pelvico, terapia medica, infiltrazioni vescicali, chirurgia mini invasiva e non ultima la neuro modulazione sacrale una sorta di pace-maker della vescica. Ognuno di questi presidi deve essere accuratamente valutato, scelto dalla specialista e modellato su ciascuna paziente. Solo così si possono ottenere risultati e migliorare la qualità della vita.
Anna Bernabei